Sterlina britannica: cos’è GBP, monete, banconote e simbolo £
La sterlina britannica è la valuta ufficiale del Regno Unito: ha codice internazionale GBP, simbolo £ e si divide in 100 pence. Qui trovi cosa circola davvero nei portafogli britannici, chi stampa e conia il denaro, dove la sterlina si usa anche fuori da Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord e come orientarti quando devi tradurla in euro.
Pubblicato: 15/10/2026
Una valuta, quattro nazioni e qualche territorio in più
Il Regno Unito è formato da Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord, e in tutte e quattro le nazioni la moneta è la stessa: la sterlina. Un caffè a Edimburgo, un biglietto del bus a Cardiff e una cena a Belfast si pagano in sterline, con le stesse monete e lo stesso valore. Cambia, a volte, l’aspetto delle banconote: in Scozia e in Irlanda del Nord alcune banche commerciali stampano biglietti propri, di cui parliamo più avanti.
La sterlina si usa anche oltre i confini del Regno Unito in senso stretto. Le isole di Jersey, Guernsey e Man, che dipendono dalla Corona ma non fanno parte del Regno Unito, emettono banconote e monete locali in sterline, alla pari con quelle britanniche. Lo stesso vale per alcuni territori d’oltremare, come Gibilterra e le isole Falkland, che hanno una propria sterlina legata uno a uno a quella britannica. Fuori da quei territori, però, quei biglietti locali sono difficili da spendere o cambiare.
Attenzione a un equivoco frequente: la Repubblica d’Irlanda, con capitale Dublino, usa l’euro dal 2002. Solo l’Irlanda del Nord, che fa parte del Regno Unito, usa la sterlina.
Da dove vengono il nome e il simbolo £
Il simbolo £ è una L maiuscola stilizzata con uno o due trattini orizzontali: deriva dal latino libra, l’unità di peso romana da cui prende il nome anche la nostra vecchia lira. Non è un caso che in italiano, fino a qualche decennio fa, si parlasse comunemente di «lira sterlina». In inglese il nome completo è pound sterling, mentre nella lingua di tutti i giorni si dice semplicemente pound, o quid in modo colloquiale.
La Banca d’Inghilterra, che oggi emette le banconote, è stata fondata nel 1694 ed è una delle banche centrali più antiche del mondo. Un’altra data da ricordare è il 15 febbraio 1971, il cosiddetto Decimal Day: fino a quel giorno una sterlina valeva 20 scellini e ogni scellino 12 pence, per un totale di 240 pence. Da allora il sistema è decimale e una sterlina vale 100 pence, come un euro vale 100 centesimi. Se ti interessano i dettagli su penny, pence e arrotondamenti, li trovi nella guida su quanti pence ci sono in una sterlina.
Il Regno Unito non ha mai adottato l’euro, nemmeno quando era membro dell’Unione europea: la Brexit, quindi, non ha cambiato la valuta. Ha cambiato altre cose, come dogane e IVA sulle spedizioni, ma la sterlina c’era prima e c’è dopo.
Le monete in circolazione
Le monete britanniche sono coniate dalla Royal Mint, la zecca reale. I tagli in uso sono otto:
- 1p e 2p: monetine color rame, utili soprattutto per i resti esatti.
- 5p e 10p: argentate, rotonde, molto diffuse.
- 20p e 50p: argentate ma a sette lati, quindi riconoscibili anche al tatto.
- £1: dal 2017 è una moneta bimetallica a dodici lati, con l’anello esterno dorato e il centro argentato; la vecchia sterlina rotonda non è più accettata nei negozi.
- £2: bimetallica e rotonda, con il centro argentato e l’anello dorato.
Sulle monete il ritratto del sovrano è sul dritto: oggi convivono pezzi con Elisabetta II e pezzi con Carlo III, e sono tutti validi allo stesso modo. Sul rovescio i disegni cambiano spesso, perché la zecca emette serie commemorative: non stupirti se due monete da 50p hanno immagini diverse. Con il resto del supermercato ti ritroverai facilmente con un pugno di monetine; considera che gli uffici cambi, in Italia come nel Regno Unito, di norma cambiano solo banconote.
Le banconote: polimero e due sovrani
La Banca d’Inghilterra emette quattro tagli: £5, £10, £20 e £50. Sono tutti in polimero, un materiale plastico sottile e resistente, con finestre trasparenti che fanno parte degli elementi di sicurezza. Il passaggio dalla carta al polimero si è concluso nel 2022: il 30 settembre di quell’anno le ultime banconote di carta da £20 e £50 hanno smesso di avere corso legale. Chi ne conserva ancora qualcuna in un cassetto può comunque cambiarla, come spieghiamo nella guida sulle vecchie banconote britanniche.
Dal giugno 2024 circolano anche le banconote con il ritratto di re Carlo III. Non sostituiscono quelle con Elisabetta II: le due serie convivono e hanno lo stesso valore, e quelle vecchie vengono ritirate gradualmente man mano che si usurano. Sul retro restano i personaggi storici già noti, tra cui Winston Churchill sulla £5 e Alan Turing sulla £50.
Nella vita quotidiana la £50 si vede poco: molti piccoli esercizi la accettano malvolentieri o la rifiutano, per timore dei falsi e perché il resto è un problema. Se cambi contanti prima di partire, chiedi tagli da £10 e £20.
Chi governa la sterlina
La politica monetaria del Regno Unito è affidata alla Banca d’Inghilterra, che è indipendente dal governo nelle decisioni sui tassi. Il suo Monetary Policy Committee fissa il Bank Rate, il tasso di interesse di riferimento per l’economia britannica, con l’obiettivo di tenere sotto controllo l’inflazione. La BCE fa lo stesso per l’area euro, e la distanza tra le scelte delle due banche centrali è uno dei fattori che muovono il cambio tra sterlina ed euro. Ne parliamo più a fondo nella guida sulla Banca d’Inghilterra e la sterlina.
La Banca d’Inghilterra emette le banconote, la Royal Mint conia le monete per conto del Tesoro. Le banconote scozzesi e nordirlandesi sono stampate da banche commerciali autorizzate, ma devono essere coperte da riserve equivalenti detenute presso la Banca d’Inghilterra: per questo valgono esattamente quanto quelle inglesi.
Quanto vale una sterlina in euro
Il valore della sterlina rispetto all’euro cambia ogni giorno. Il riferimento ufficiale per chi vive nell’area euro è il tasso pubblicato dalla Banca Centrale Europea nei giorni lavorativi, normalmente intorno alle 16:00 ora italiana: indica quante sterline vale un euro. Per sapere quanti euro corrispondono a una certa somma in sterline, usa il convertitore sterline in euro, che divide l’importo per quel tasso e mostra sempre la data del dato.
Il tasso BCE è un valore informativo: la banca, l’ufficio cambi o il circuito della carta ti applicheranno un cambio un po’ diverso, più le eventuali commissioni. Se vuoi capire come si leggono questi numeri, la pagina sui tassi BCE e Banca d’Italia spiega le differenze tra tasso di riferimento, tasso di mercato e tasso applicato. Per vedere come si è mosso il cambio negli ultimi mesi o anni c’è invece il grafico dell’andamento.
Domande frequenti
Sterlina inglese e sterlina britannica sono la stessa cosa?
Sì. In italiano si dice spesso «sterlina inglese», ma la definizione corretta è sterlina britannica, perché è la valuta di tutto il Regno Unito e non solo dell’Inghilterra. Il codice è sempre GBP.
Posso pagare in euro nel Regno Unito?
Di norma no. Qualche negozio in zone molto turistiche o in aeroporto accetta euro, ma con un cambio deciso da loro e il resto in sterline. È più semplice pagare in sterline, con la carta o in contanti.
Le monete con Elisabetta II sono ancora valide?
Sì. Monete e banconote in polimero con il ritratto di Elisabetta II restano valide accanto a quelle di Carlo III. Non sono valide, invece, la vecchia moneta rotonda da £1 e le banconote di carta ritirate.
Perché sul biglietto c’è scritto «I promise to pay the bearer»?
È una formula storica: ricorda che un tempo la banconota era una promessa di pagamento in oro da parte della banca. Oggi non ha più quel significato pratico, ma la Banca d’Inghilterra continua a riportarla sui biglietti.