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GBP, pound, pound sterling: differenze e sigle della sterlina

Tra GBP e sterlina non c’è alcuna differenza di valore: GBP è il codice internazionale della sterlina britannica, che in inglese si chiama pound sterling. Le sigle e i nomi cambiano però a seconda del contesto, e qualcuno può trarre in inganno: ecco cosa vuol dire ciascuno e dove lo incontri.

Pubblicato: 15/10/2026

GBP: il codice ISO della sterlina

GBP è il codice assegnato alla sterlina dallo standard internazionale ISO 4217, quello che identifica ogni valuta con tre lettere. Le prime due lettere indicano il Paese secondo il codice ISO, GB per il Regno Unito, e la terza la valuta, P come pound. Con la stessa logica l’euro è EUR, il dollaro statunitense USD, il franco svizzero CHF.

Lo standard prevede anche un codice numerico, usato soprattutto nei sistemi informatici e nei circuiti di pagamento: per la sterlina è 826, per l’euro 978. Non ti capiterà spesso di vederlo, ma se un tracciato bancario o un file di esportazione riporta 826 al posto di GBP, sai che si parla della stessa valuta.

Il codice GBP è quello che trovi nei bonifici internazionali, nelle fatture emesse da aziende britanniche, sui biglietti aerei, nelle prenotazioni alberghiere e negli estratti conto della carta. È anche la sigla che usa la Banca Centrale Europea quando pubblica il tasso di riferimento dell’euro contro la sterlina.

Sterlina, pound, pound sterling: i nomi

In italiano diciamo sterlina, o sterlina britannica; nell’uso comune anche «sterlina inglese», un po’ impreciso perché la valuta è di tutto il Regno Unito. Fino a qualche decennio fa era frequente la forma «lira sterlina», che ricorda l’origine comune con la nostra lira: entrambe vengono dal latino libra.

In inglese il nome ufficiale è pound sterling. Nella lingua di tutti i giorni si dice solo pound, al plurale pounds, mentre quid è la parola colloquiale, invariabile al plurale: «ten quid» sono dieci sterline. Sentirai anche fiver per la banconota da £5 e tenner per quella da £10. La parola sterling da sola si usa soprattutto in ambito finanziario e giornalistico, quando si parla della valuta sui mercati: «sterling fell against the euro», per esempio.

Un dettaglio che aiuta a leggere i testi inglesi: pound si usa sia per la valuta sia per l’importo («it costs five pounds»), mentre sterling non si mette quasi mai dopo una cifra. Nessuno dice «five sterling»: se lo trovi in un documento, è probabilmente una traduzione maldestra, ma il significato non cambia.

La centesima parte della sterlina è il penny, al plurale pence, abbreviato con la lettera p. Ne parliamo nella guida su pence e decimali della sterlina.

Le sigle che non sono ufficiali

Accanto al codice ISO circolano altre abbreviazioni. Non sono sbagliate in senso assoluto, ma non sono standard e conviene riconoscerle:

  • £: il simbolo grafico, usato davanti all’importo nei prezzi britannici. È ufficiale come simbolo, ma non è un codice: nei documenti internazionali si preferisce GBP.
  • STG o Stg: abbreviazione di sterling, comparsa a lungo nei listini dei cambi delle banche italiane e in vecchi contratti.
  • UKP: usata a volte per analogia con UK, ma non è un codice ISO. Se la trovi in una fattura, si tratta comunque di sterline.
  • GBX o GBp: indicano i pence, non le sterline. Alcuni fornitori di dati finanziari la usano per le azioni quotate in pence alla Borsa di Londra.
  • £sd: nei documenti precedenti al 1971 gli importi si scrivevano in sterline, scellini e pence; la notazione viene dalle iniziali latine librae, solidi, denarii.

Il caso GBX merita attenzione: se un titolo è quotato 250 in pence, il suo prezzo è 2,50 sterline, non 250. Leggere la sigla sbagliata porta a errori di cento volte.

Quando «pound» non vuol dire sterlina

La parola pound in inglese ha più significati, e non sempre ha a che fare con il denaro britannico. Il primo è la libbra, l’unità di peso abbreviata in lb, che corrisponde a poco meno di mezzo chilo: sulle confezioni negli Stati Uniti e talvolta nei mercati britannici la trovi accanto ai grammi.

Il secondo equivoco riguarda altre valute: anche l’Egitto, il Libano, la Siria e il Sudan chiamano la propria moneta pound in inglese, con codici diversi (per esempio EGP per la sterlina egiziana). Su un sito di prenotazioni, un prezzo in «pounds» per un hotel al Cairo non è in sterline britanniche. Il codice a tre lettere scioglie ogni dubbio.

Infine, negli Stati Uniti «pound sign» indica il simbolo # sulla tastiera del telefono, quello che noi chiamiamo cancelletto. Se un risponditore automatico americano ti chiede di premere «pound», cerca il cancelletto, non la £. Su come scrivere correttamente £ ed € nei documenti e sulla tastiera trovi altro nella guida su simboli e sigle di sterlina ed euro.

Dove ti servono queste sigle, in pratica

Nell’estratto conto della carta, accanto a una spesa fatta nel Regno Unito, di solito compaiono l’importo originale in GBP, il cambio applicato e l’importo addebitato in euro. Per verificare quanto ti è costata la conversione, confronta quel cambio con il tasso di riferimento della stessa data, che trovi nello storico del cambio sterlina euro.

In una fattura in sterline, verifica che la valuta sia indicata in modo inequivocabile, meglio se con il codice GBP: se il documento riporta solo «£» o «pounds» e la controparte non è britannica, chiedi conferma. Per la contabilità italiana, la conversione in euro di un documento in valuta richiede un cambio di riferimento: quello BCE, ripubblicato dalla Banca d’Italia, è il più usato. La pagina sui tassi BCE e Banca d’Italia spiega cosa rappresenta e quando viene pubblicato.

Quando prenoti un volo o un hotel, il codice valuta di solito appare accanto al totale o nel selettore in alto. Se il sito ti propone di pagare in EUR un servizio prezzato in GBP, sta convertendo con un proprio cambio: confronta il totale con il risultato del convertitore sterline in euro prima di confermare.

Domande frequenti

GBP e GBX hanno lo stesso valore?

No. GBP indica la sterlina, GBX i pence, cioè la centesima parte. Un importo in GBX va diviso per cento per ottenerlo in sterline.

Perché il codice è GBP e non UKP?

Perché lo standard ISO 4217 usa il codice del Paese previsto da un altro standard ISO, che per il Regno Unito è GB e non UK. UKP non è un codice ufficiale, anche se a volte compare in documenti commerciali.

La sterlina scozzese ha un codice diverso?

No. Le banconote emesse da banche scozzesi e nordirlandesi sono sterline a tutti gli effetti e rientrano nel codice GBP. Non esiste un codice separato per la sterlina scozzese.

Nei bonifici devo scrivere GBP o sterline?

Nei moduli e nelle app bancarie si sceglie la valuta da un elenco che usa i codici ISO, quindi GBP. Nella causale puoi scrivere ciò che vuoi, ma l’importo deve essere associato al codice corretto.

Fonti ufficiali

Convertitore sterlina euro →

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