Cambiare banconote in sterline in euro: cosa verificare
Prima di cambiare banconote in sterline in euro conviene controllare tre cose: che le banconote siano ancora in corso, chi le ha emesse e in che stato sono. Poi resta da verificare quanto ti offre l’operatore rispetto al tasso di riferimento, perché il cambio di acquisto delle sterline è sempre più basso di quello a cui le hai comprate.
Pubblicato: 15/10/2026
Prima verifica: sono banconote ancora in corso?
Le banconote della Bank of England oggi in circolazione sono quattro, da 5, 10, 20 e 50 sterline, tutte in polimero, un materiale plastico sottile e liscio al tatto, con finestre trasparenti. Quelle con il ritratto di Re Carlo III, emesse da giugno 2024, circolano insieme a quelle con Elisabetta II e sono ugualmente valide.
Le vecchie banconote di carta, invece, non sono più in corso: le ultime, da 20 e 50 sterline, hanno smesso di avere corso legale il 30 settembre 2022. Se in un cassetto hai ancora sterline di carta di un vecchio viaggio, è molto probabile che gli uffici cambi in Italia non le accettino. Non hanno però perso il loro valore: la Bank of England continua a cambiare le banconote ritirate, senza scadenza. Come fare, con quali documenti e attraverso quali canali, lo spieghiamo nella guida sulle vecchie banconote britanniche; le condizioni aggiornate sono sul sito della banca centrale britannica.
Un controllo rapido di autenticità è possibile anche per te: nelle banconote in polimero la finestra trasparente deve essere nitida, con il ritratto e i dettagli stampati in modo preciso, e gli elementi olografici devono cambiare aspetto quando inclini la banconota. Il sito della Bank of England descrive tutti gli elementi di sicurezza taglio per taglio.
Seconda verifica: chi ha emesso la banconota
Oltre alla Bank of England, alcune banche commerciali in Scozia e in Irlanda del Nord sono autorizzate a emettere proprie banconote in sterline. Hanno lo stesso valore nominale e circolano normalmente nel Regno Unito, ma fuori dal Paese sono molto meno conosciute, e diversi operatori in Italia potrebbero rifiutarle o accettarle a condizioni peggiori.
Riconoscerle è facile: in alto non c’è la scritta “Bank of England”, ma il nome della banca emittente, e la grafica è completamente diversa. Se ne hai ricevute in Scozia o in Irlanda del Nord, l’ideale è spenderle lì o cambiarle prima di lasciare il Regno Unito. Trovi più dettagli nella guida alle sterline scozzesi e dell’Irlanda del Nord.
Terza verifica: lo stato delle banconote
Gli uffici cambi controllano le banconote una per una, e possono rifiutare quelle che non sono in buone condizioni. Prima di presentarti allo sportello, sfoglia il mazzetto:
- banconote strappate, bruciate o a cui manca un pezzo;
- scritte a penna, timbri o macchie estese;
- banconote incollate o riparate con nastro adesivo;
- esemplari molto usurati, sbiaditi o in cui gli elementi di sicurezza sono poco leggibili.
Una banconota danneggiata non è necessariamente persa: la Bank of England ha un servizio per valutare le proprie banconote rovinate e, se ricorrono le condizioni, rimborsarne il valore. Le istruzioni sono sul suo sito. Per le banconote di banche scozzesi e nordirlandesi ci si rivolge invece alla banca emittente.
Diffida di chi ti offre di comprare le tue sterline per strada o in modo informale: oltre al cambio poco chiaro, rischi di ricevere euro falsi o di non avere alcuna ricevuta dell’operazione.
Il cambio che ti offrono: acquisto, non vendita
Quando consegni sterline per avere euro, l’operatore te le compra. Il prezzo che conta è quindi quello di acquisto, che nei tabelloni compare spesso come “acquisto” o “we buy”, ed è sempre meno favorevole del tasso di riferimento. Se hai comprato quelle stesse sterline allo sportello prima di partire, nel viaggio di andata e ritorno hai pagato due volte un margine.
Per sapere quanto ti costa l’operazione, chiedi l’importo netto in euro che riceverai, tutto compreso, e confrontalo con il controvalore del convertitore sterline in euro alla data del giorno. Se l’operatore dichiara uno spread o una commissione, puoi stimare il risultato con il calcolatore delle commissioni. Molti uffici applicano anche una commissione fissa per operazione o un importo minimo: per piccole somme possono incidere più del cambio stesso.
Quanto al momento in cui cambiare, non vale la pena inseguire il giorno perfetto: nessuno sa come si muoverà il cambio nei giorni successivi, e su poche centinaia di sterline il margine dell’operatore pesa di solito più delle normali oscillazioni. Se vuoi comunque sapere a che punto è il cambio rispetto alle settimane precedenti, il grafico dell’andamento e lo storico BCE sul sito ti danno il contesto, senza promettere nulla sul futuro.
Le monete: quasi impossibili da cambiare
Le monete britanniche vanno da 1 penny a 2 sterline: 1p, 2p, 5p, 10p, 20p, 50p, £1 e £2. Fuori dal Regno Unito quasi nessun operatore le accetta, perché trasportarle e rimetterle in circolazione costa più di quanto valgono. Il consiglio è semplice: spendile prima di ripartire, in aeroporto o in stazione, oppure conservale per il prossimo viaggio.
Attenzione anche alle monete da 1 sterlina rotonde del vecchio tipo: dal 2017 sono state sostituite dalla moneta bimetallica a 12 lati e non sono più accettate nei negozi. Se ne trovi qualcuna, verifica sul sito della Bank of England o del Royal Mint se e come può ancora essere restituita.
Importi elevati: documenti e dichiarazioni
Per cambiare valuta allo sportello ti verrà quasi sempre chiesto un documento d’identità, e per importi più consistenti l’identificazione è obbligatoria in base alle norme antiriciclaggio. Porta con te un documento valido e, se l’importo è rilevante, un modo per dimostrare l’origine del denaro, per esempio la ricevuta del prelievo o del cambio originario.
Se trasporti contanti per un valore di 10.000 euro o più quando entri o esci dall’Unione europea, devi dichiararli alla dogana; regole analoghe valgono per chi entra o esce dalla Gran Bretagna con 10.000 sterline o più. Le modalità aggiornate sono sui siti dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e di GOV.UK. Per somme importanti, del resto, il contante è raramente la soluzione più conveniente: un trasferimento tra conti è di solito più economico e più sicuro.
Domande frequenti
Le banconote con Elisabetta II si possono ancora cambiare?
Sì. Le banconote in polimero con il ritratto di Elisabetta II restano valide e circolano insieme a quelle con Carlo III; non c’è una data di ritiro annunciata. Sono le banconote di carta a non essere più in corso.
Dove conviene cambiare le sterline una volta tornato in Italia?
Le opzioni principali sono la tua banca, gli uffici cambi in città e quelli di aeroporti e stazioni, con condizioni molto diverse tra loro. Le confrontiamo nella guida su dove cambiare sterline in euro in Italia.
Un ufficio cambi può rifiutare le mie sterline?
Sì: un operatore privato non è obbligato a comprare valuta estera e può fissare le proprie regole su tagli, emittenti e stato delle banconote. Per questo conviene verificare in anticipo, soprattutto se hai banconote scozzesi, nordirlandesi o non perfettamente integre.