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Commissione fissa o percentuale: confronto con esempi

Una commissione fissa conviene sulle somme grandi, una percentuale sulle somme piccole: tra le due esiste un importo di pareggio che puoi calcolare in pochi secondi. Il problema è che nella realtà le due forme spesso si combinano, con minimi, massimali e spread nel cambio. Ecco come leggerle e confrontarle.

Pubblicato: 15/10/2026

Le due strutture di costo

Una commissione fissa è un importo che non dipende dalla somma: per esempio 5 euro per un bonifico in valuta o 3 euro per ogni prelievo all’estero. Su 50 euro pesa il 10%, su 5.000 euro lo 0,1%. Una commissione percentuale cresce invece con l’importo: un 2% vale 1 euro su 50 euro e 100 euro su 5.000.

Tutte e due si aggiungono, di solito, allo spread incorporato nel cambio, che è a sua volta un costo percentuale. Quando confronti due offerte, quindi, ricordati che la parte percentuale vera è la somma di spread e commissione percentuale. Come si calcola lo spread è spiegato nella guida dedicata allo spread valutario.

La soglia di pareggio

Per sapere da quale importo una commissione fissa diventa più conveniente di una percentuale, basta una divisione: soglia = commissione fissa ÷ percentuale × 100.

Se un servizio chiede 6 euro fissi e un altro l’1,5% sull’importo, la soglia è 6 ÷ 1,5 × 100, cioè 400 euro. Sotto i 400 euro costa meno la percentuale, sopra costa meno la fissa, esattamente a 400 euro si equivalgono. Con 10 euro fissi contro il 2% la soglia sale a 500 euro; con 3 euro fissi contro l’1% è di 300 euro.

Il calcolo regge anche quando le due offerte hanno spread diversi: in quel caso confronta il costo totale di ciascuna. Se l’offerta A ha uno spread del 3% e nessuna commissione, mentre l’offerta B ha uno spread dell’1% più 8 euro fissi, la differenza percentuale è del 2% e la soglia diventa 8 ÷ 2 × 100, cioè 400 euro. Sopra quella cifra conviene B.

Tieni presente che la soglia è un numero indicativo, non una regola rigida: vicino al punto di pareggio la differenza tra le due offerte è di pochi centesimi, e possono contare di più altri fattori, come i tempi di accredito o la comodità.

Tre esempi con cifre tonde

Mettiamo a confronto due strutture ipotetiche: l’offerta A, con l’1,5% sull’importo e nessun costo fisso, e l’offerta B, con 6 euro fissi e nessuna percentuale. Lo spread nel cambio è identico per entrambe e lo lasciamo fuori dal conto.

  • 100 euro: A costa 1,5 euro, B costa 6 euro. Vince A di larga misura: la fissa pesa il 6% della somma.
  • 400 euro: A costa 6 euro, B costa 6 euro. Siamo esattamente sulla soglia di pareggio.
  • 2.000 euro: A costa 30 euro, B costa 6 euro. Vince B: su questa cifra la fissa vale appena lo 0,3%.

La lezione pratica è semplice: per spese piccole e frequenti cerca strutture senza costi fissi, per operazioni grandi e occasionali, come un bonifico per un affitto o una caparra, guarda soprattutto alla parte percentuale, spread compreso. Per fare il conto con le tue cifre reali puoi usare il calcolatore delle commissioni.

Minimi, massimali e formule miste

Nei fogli informativi le commissioni compaiono spesso in forme ibride. Le più comuni sono queste, e ognuna sposta la soglia di pareggio.

Con una percentuale con minimo, per esempio l’1% con un minimo di 5 euro, sotto i 500 euro paghi sempre 5 euro: per le somme piccole si comporta come una fissa, per quelle grandi come una percentuale. Il minimo rende particolarmente care le operazioni da poche decine di euro.

Con una percentuale con massimale, per esempio lo 0,5% con un tetto di 25 euro, sopra i 5.000 euro la commissione smette di crescere: per somme importanti diventa di fatto una fissa.

Con una formula mista, per esempio il 2% più 2 euro per ogni operazione, il costo effettivo in percentuale scende all’aumentare dell’importo ma non va mai sotto il 2%. Su 100 euro paghi 4 euro (4%), su 500 euro ne paghi 12 (2,4%).

Quando trovi una di queste formule, il modo più sicuro per confrontare è calcolare il costo su due o tre importi che ti interessano davvero, invece di cercare una soglia teorica.

Il caso dei prelievi in sterline

I prelievi all’estero sono il terreno dove la commissione fissa si fa sentire di più. Molte carte applicano una percentuale sulla conversione più un costo fisso per ogni prelievo; in più, alcuni sportelli automatici nel Regno Unito possono applicare un proprio costo, che di norma viene indicato sullo schermo prima della conferma.

Con un costo fisso di 3 euro a prelievo, ritirare l’equivalente di 40 euro per tre volte costa 9 euro di sole commissioni fisse; ritirare una volta l’equivalente di 120 euro ne costa 3. A parità di contanti, hai risparmiato 6 euro. Il rovescio è che giri con più banconote in tasca e rischi di riportarne a casa una parte, che poi riconvertita perde di nuovo valore.

Un buon compromesso è stimare il fabbisogno in contanti per l’intero soggiorno, che con il contactless diffuso è spesso modesto, e prelevarlo in una o due volte. Per gli altri aspetti dei prelievi leggi prelevare sterline a Londra.

Il costo effettivo in percentuale

Per mettere sullo stesso piano qualsiasi combinazione di spread, percentuali e costi fissi, trasformala in un unico numero: il costo effettivo, cioè il totale dei costi diviso per il valore di riferimento dell’operazione.

Su un pagamento di 400 euro con spread dell’1%, commissione dello 0,5% e 2 euro fissi, i costi sono 4 + 2 + 2 euro, in tutto 8 euro: il costo effettivo è il 2%. Su 1.000 euro con le stesse condizioni il totale è di 17 euro, cioè l’1,7%. È questo il numero da confrontare tra offerte diverse, ed è anche quello che ti dice se vale la pena raggruppare più operazioni in una. Il valore di riferimento lo ottieni dal convertitore euro in sterline con il tasso BCE del giorno.

Domande frequenti

Una commissione fissa in sterline va convertita?

Sì, se vuoi confrontarla con costi in euro. Il controvalore cambia leggermente con il cambio, quindi conviene guardare l’importo addebitato sull’estratto conto, che è già in euro.

Chi applica la commissione fissa su un prelievo all’estero?

Può applicarla la tua banca, il gestore dello sportello automatico o entrambi. Il costo della tua banca è nel foglio informativo della carta, quello del gestore dello sportello viene di norma mostrato sullo schermo prima di confermare.

Le commissioni percentuali si applicano prima o dopo il cambio?

Dipende dal contratto: alcune sono calcolate sull’importo convertito, altre sull’importo originario. Su cifre piccole la differenza è minima, ma per operazioni importanti conviene leggere la formula esatta nel foglio informativo.

Un’offerta “zero commissioni” è sempre la più economica?

No. L’assenza di commissioni dichiarate non dice nulla sullo spread incorporato nel cambio, che può essere più alto proprio per compensare. Calcola il costo effettivo come visto sopra: se il controvalore che ricevi è più basso di quello di un’offerta con una piccola commissione, la scritta “zero commissioni” ti sta costando denaro.

Fonti ufficiali

Convertitore sterlina euro →

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