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Prezzi nel Regno Unito: come convertirli in euro

Per convertire in euro un prezzo britannico ti basta il tasso di riferimento del giorno, ma prima devi leggerlo nel modo giusto: sterline e pence, punto al posto della virgola, IVA inclusa o esclusa. Una volta chiaro cosa stai guardando, il controvalore in euro si calcola in un attimo; per sapere quanto pagherai davvero aggiungi i costi della carta.

Pubblicato: 15/10/2026

Come si scrive un prezzo in sterline

Nel Regno Unito il simbolo della sterlina si mette prima della cifra, senza spazio: £12.50 significa dodici sterline e cinquanta pence. Le convenzioni sono l’opposto di quelle italiane: il punto separa i decimali e la virgola separa le migliaia, quindi £3,250 sono tremiladuecentocinquanta sterline, non tre sterline e un quarto. Leggere al contrario un prezzo di un’auto o di un affitto è un errore più comune di quanto sembri.

Una sterlina è divisa in 100 pence. Gli importi sotto la sterlina si scrivono spesso solo con la lettera p: 85p sono 85 pence, cioè meno di una sterlina. Nei cartellini dei supermercati trovi entrambe le forme, a volte sullo stesso scaffale. Se vuoi approfondire monete, abbreviazioni e arrotondamenti, c’è la guida su pence e decimali della sterlina.

Anche i prezzi che finiscono per 99 sono diffusissimi, come in Italia: £9.99 è di fatto un prezzo da 10 sterline, ed è più semplice ragionare così quando converti a mente.

Dal prezzo in sterline al controvalore in euro

Il tasso di riferimento della BCE indica quante sterline vale un euro. Per passare da sterline a euro devi quindi dividere il prezzo per quel tasso: è il calcolo che il convertitore sterline in euro fa per te con tutte le cifre decimali. Per il percorso inverso, per esempio se hai un budget in euro e vuoi sapere quante sterline puoi spendere, usa il convertitore euro in sterline.

Per i conti a mente, in negozio o al ristorante, funziona un trucco semplice: controlla sul convertitore quanti euro valgono 10 sterline e memorizza quel numero. Poi ragioni per multipli: un oggetto da 30 sterline costa circa tre volte quella cifra, uno da 5 sterline circa la metà. Non è un calcolo esatto, ma basta per capire se un prezzo è in linea con quello che pagheresti in Italia.

Ricorda che il tasso cambia ogni giorno lavorativo: se pianifichi con settimane di anticipo, aggiorna il numero di riferimento prima di partire.

Quello che paghi davvero: cambio della carta e commissioni

Il controvalore al tasso BCE è un riferimento. Quando paghi con una carta italiana, la conversione la fa il circuito con un proprio cambio, più eventuali commissioni percentuali o fisse stabilite dalla tua banca. Il prezzo che vedrai sull’estratto conto sarà quindi un po’ più alto del calcolo fatto con il convertitore.

Per gli acquisti più importanti vale la pena fare il conto completo: inserisci l’importo e le condizioni della tua carta nel calcolatore delle commissioni. Su una spesa da qualche centinaio di sterline anche una differenza di un paio di punti percentuali diventa una cifra concreta.

Un caso tipico sono gli alberghi e gli affitti brevi: il prezzo per notte viene mostrato in sterline, ma l’addebito può arrivare in momenti diversi, alla prenotazione, all’arrivo o alla partenza, ciascuno convertito al cambio di quel giorno. Il totale in euro che vedrai alla fine può quindi discostarsi leggermente dalla stima fatta quando hai prenotato, anche se il prezzo in sterline è rimasto identico.

IVA inclusa o esclusa: VAT, “inc VAT” e “ex VAT”

L’IVA britannica si chiama VAT. Nei negozi e in generale nelle offerte rivolte ai consumatori, il prezzo esposto la comprende già: quello che leggi sul cartellino è quello che paghi alla cassa. L’aliquota ordinaria è del 20%, con aliquote ridotte o pari a zero per alcune categorie di beni.

Diverso è il caso dei siti e dei listini rivolti alle aziende, dove i prezzi sono spesso indicati al netto dell’imposta, con diciture come “ex VAT”, “excl. VAT” o “+VAT”. Se stai confrontando un prezzo britannico con uno italiano, assicurati di confrontare due importi omogenei: entrambi con l’imposta o entrambi senza.

Per chi visita la Gran Bretagna non è più previsto il rimborso dell’IVA sugli acquisti fatti nei negozi, eliminato dal 2021: il prezzo del cartellino è quello definitivo. Per i dettagli aggiornati e per le eccezioni consulta GOV.UK.

Unità di misura che possono confondere

Molti prezzi al dettaglio sono ormai espressi in unità metriche, ma alcune misure tradizionali resistono e possono rendere più difficile il confronto con l’Italia:

  • Pinta: la birra alla spina e spesso il latte si vendono a pinte. Una pinta britannica corrisponde a circa 568 millilitri, più della “pinta” da mezzo litro a cui sei abituato.
  • Miglia: le distanze stradali e i limiti di velocità sono in miglia, utile da sapere se noleggi un’auto e confronti il costo per chilometro.
  • Prezzi unitari: nei supermercati il cartellino riporta spesso anche il prezzo per kg, per litro o per 100 grammi, comodo per confrontare confezioni diverse.
  • Mance e servizio: al ristorante il conto può includere una voce di servizio facoltativa; controlla prima di aggiungere altro.

Comprare dal Regno Unito restando in Italia

Se acquisti online da un negozio britannico e ti fai spedire la merce in Italia, il prezzo in sterline convertito in euro non è tutto. Dopo la Brexit le spedizioni dal Regno Unito sono importazioni da un Paese extra UE: possono essere dovuti IVA italiana all’importazione e, in alcuni casi, dazi doganali, a cui il corriere aggiunge spesso un costo per la gestione della pratica. Dal luglio 2021 non esiste più la franchigia IVA per le piccole spedizioni.

Alcuni negozi britannici mostrano al checkout prezzi senza la VAT britannica per le spedizioni verso l’estero, altri riscuotono già l’IVA europea al momento dell’acquisto: leggi le condizioni prima di pagare. Tutti i passaggi sono spiegati nella guida sugli acquisti online nel Regno Unito.

Domande frequenti

Perché il prezzo in sterline sembra più basso di quello in euro?

Perché una sterlina vale più di un euro: lo stesso oggetto ha un numero più piccolo davanti al simbolo £. Per un confronto corretto converti sempre il prezzo in euro al tasso del giorno, invece di confrontare i numeri così come sono.

Il cartellino “£5 each” o “3 for £10” cosa significa?

“Each” indica il prezzo per singolo pezzo, mentre formule come “3 for £10” sono offerte multiple: paghi 10 sterline se ne prendi tre. Il prezzo per pezzo dell’offerta si ottiene dividendo il totale per il numero di articoli, prima di convertirlo in euro.

Nei negozi del Regno Unito posso vedere i prezzi direttamente in euro?

Raramente: i prezzi sono in sterline. Alcuni siti offrono un selettore di valuta che mostra gli importi in euro, ma il cambio è quello scelto dal negozio e, se paghi in euro, può includere un margine. Meglio vedere e pagare in sterline e fare la conversione con il convertitore.

Fonti ufficiali

Convertitore sterlina euro →

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