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Bonifico Italia–Regno Unito: cambio, costi, tempi e verifiche

Per un bonifico dall’Italia al Regno Unito la scelta più importante è in quale valuta inviarlo, perché decide chi fa il cambio e a quali condizioni. Poi contano i dati del beneficiario, le opzioni di addebito delle spese e qualche verifica contro errori e frodi. Ecco come impostarlo con criterio.

Pubblicato: 15/10/2026

Euro o sterline: chi fa il cambio

Se il conto del beneficiario è in sterline, come quasi tutti i conti britannici, la conversione da euro a sterline deve avvenire da qualche parte. Le strade sono due. Puoi inviare sterline: la tua banca in Italia converte gli euro al proprio cambio e trasferisce l’importo in GBP. Oppure puoi inviare euro: il denaro arriva in euro e lo converte la banca del beneficiario, con il suo cambio e le sue eventuali commissioni sull’accredito in valuta.

Nessuna delle due è sempre migliore. Inviare in sterline ha un vantaggio pratico: sai in anticipo, o quasi, quante sterline arriveranno, ed è la soluzione preferibile quando devi pagare un importo preciso, come un affitto o una retta. Inviare in euro può essere conveniente se la banca ricevente ha condizioni di cambio migliori della tua, ma chi riceve scopre l’importo finale solo all’accredito. Prima di decidere, chiedi alla tua banca il cambio indicativo per un bonifico in GBP e confrontalo con il tasso BCE del giorno nel convertitore euro in sterline.

SEPA e Regno Unito: cosa sapere

Il Regno Unito è fuori dall’Unione europea e dallo Spazio economico europeo, ma partecipa agli schemi di pagamento SEPA come Paese terzo. In concreto, un bonifico SEPA in euro verso un conto britannico è possibile quando la banca del beneficiario aderisce allo schema ed è raggiungibile in quel modo. Non tutte le banche britanniche lo sono, e un conto in sterline può comunque accettare l’accredito in euro solo convertendolo.

Poiché il Paese destinatario è fuori dall’UE e dal SEE, la tua banca può chiederti dati aggiuntivi rispetto a un bonifico tra due Paesi dell’Unione, per esempio l’indirizzo completo del beneficiario. Se il bonifico non può viaggiare come SEPA, o se lo invii in sterline, viene eseguito come bonifico internazionale, con regole, tempi e costi diversi. In caso di dubbio, chiedi alla tua banca come verrà trattato quel bonifico specifico prima di inviarlo.

I dati che ti servono

Nel Regno Unito i conti sono identificati, sul piano nazionale, da un sort code e da un numero di conto. Per i bonifici dall’estero, però, la banca del beneficiario fornisce di solito anche l’IBAN, che per i conti britannici inizia con GB, e il codice BIC. Chiedi al beneficiario di comunicarti questi dati come risultano dalla sua banca, non ricostruiti a mano.

  • Nome del beneficiario esattamente come intestato sul conto, inclusa la ragione sociale per le aziende.
  • IBAN del conto britannico.
  • BIC della banca ricevente, se la tua banca lo richiede.
  • Indirizzo completo del beneficiario, spesso necessario per i pagamenti verso Paesi extra UE.
  • Causale chiara: numero di fattura, mese dell’affitto, nome dello studente per una retta.
  • Valuta dell’operazione: euro o sterline, in base alla scelta fatta sopra.

Spese: OUR, SHA e BEN

Nei bonifici internazionali che non seguono lo schema SEPA può comparire una scelta sulla ripartizione delle spese. Con SHA (spese condivise) tu paghi le commissioni della tua banca e il beneficiario quelle della sua. Con OUR paghi tutto tu, comprese le spese della banca ricevente e, a seconda dei casi, di eventuali banche intermediarie. Con BEN le spese sono tutte a carico del beneficiario e vengono trattenute dall’importo inviato.

La scelta conta quando devi far arrivare una cifra esatta. Se paghi una fattura di 1.000 sterline con l’opzione SHA, è possibile che sul conto del beneficiario ne arrivino un po’ meno, perché la sua banca o un intermediario trattengono una commissione. In quel caso la fattura risulta pagata solo in parte. Se l’importo esatto è importante, chiedi alla tua banca se l’opzione OUR è disponibile e quanto costa, oppure accordati con il beneficiario.

Il costo complessivo, quindi, può avere fino a tre componenti: lo spread sul cambio, la commissione della tua banca e le spese di terzi. Su un bonifico di 2.000 euro inviato in sterline, uno spread ipotetico dell’1,5% vale 30 euro; aggiungi una commissione di 10 euro e arrivi a 40 euro, il 2% dell’importo, prima delle eventuali spese all’arrivo. Puoi rifare il conto con le tue condizioni nel calcolatore delle commissioni, e capire come si misura lo scarto sul cambio nella guida sullo spread valutario.

Tempi di accredito

I tempi dipendono dal tipo di bonifico, dall’orario in cui lo disponi e dalle banche coinvolte. Ogni banca ha un orario limite giornaliero: un bonifico inserito dopo quell’ora, o nel fine settimana, parte il giorno lavorativo successivo. I bonifici internazionali che passano da banche intermediarie possono richiedere qualche giorno lavorativo in più, e le festività nel Regno Unito, che non coincidono con quelle italiane, possono ritardare l’accredito.

Se devi rispettare una scadenza, come il pagamento di un deposito o di un affitto, muoviti con qualche giorno di anticipo e chiedi alla tua banca i tempi indicativi per quel tipo di operazione. Conserva la contabile: in caso di ritardo, è il documento che permette alla banca di rintracciare il pagamento.

Verifiche prima di inviare

Un bonifico eseguito con dati corretti ma verso il conto sbagliato è molto difficile da recuperare. Il caso più insidioso è la frode con cambio di coordinate: arriva un messaggio, apparentemente dal proprietario di casa o dal fornitore, che comunica un nuovo IBAN “per motivi amministrativi”. Prima di pagare su coordinate nuove, verificale con una telefonata a un numero che conoscevi già, non a quello indicato nel messaggio.

Controlla anche che il nome del beneficiario corrisponda all’intestatario del conto: alcune banche offrono un controllo del nome prima dell’invio, ma non contare sul fatto che ci sia sempre. Per importi significativi, la tua banca può chiederti informazioni sulla finalità del pagamento o documenti di supporto: è una prassi normale legata ai controlli antiriciclaggio. Se invece il denaro deve fare il percorso opposto, dal Regno Unito verso l’Italia, leggi la guida su come inviare denaro dal Regno Unito in Italia.

Domande frequenti

Posso pagare un affitto a Londra con un bonifico SEPA?

Solo se la banca del proprietario accetta bonifici SEPA in euro e il proprietario è d’accordo a ricevere euro, che la sua banca convertirà. Se l’affitto è fissato in sterline, è più semplice inviare un bonifico in GBP per l’importo esatto.

Il codice sort code basta per un bonifico dall’Italia?

Di solito no: per i bonifici dall’estero si usano l’IBAN e, se richiesto, il BIC. Il sort code e il numero di conto servono soprattutto ai pagamenti interni al Regno Unito.

Quale cambio verrà usato per un bonifico in sterline?

Quello della tua banca al momento in cui esegue l’operazione, non il tasso BCE. Puoi chiedere un cambio indicativo prima, ma quello definitivo compare sulla contabile o sull’estratto conto.

Si può annullare un bonifico verso il Regno Unito?

Una volta eseguito, la revoca non è garantita e dipende dalla collaborazione della banca ricevente. Se ti accorgi di un errore, contatta subito la tua banca: prima intervieni, maggiori sono le possibilità di recupero.

Fonti ufficiali

Convertitore sterlina euro →

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